VITA, SALEMI E FERROVIE ABBANDONATE: PRIMA ESCURSIONE IN BICI IN PROVINCIA DI TRAPANI
(scritto da Sabrina)
Vita, Salemi e ferrovie abbandonate è il racconto di un itinerario di circa 60 chilometri che abbiamo percorso in occasione della festa di San Giuseppe. I fatti raccontati in questo post sono accaduti un mese fa, pensavamo di fare altre escursioni e invece questa qui è stata l'unica, perché è servita da test per le biciclette, che si sono rivelate ormai inadeguate per viaggi più lunghi. Ne abbiamo parlato qui ----->BUON COMPLEANNO BICICLETTA E BENVENUTE ALLE NUOVE Si ritorna a pedalare, per la prima volta in provincia di Trapani. Ecco le nostre biciclette, avevamo avuto un po' di nostalgia delle nostre sacche e quindi abbiamo approfittato dell'occasione per rimetterle al lavoro.Questa è la prima foto della giornata, scattata all'uscita di Castellammare nei pressi di un cantiere chiuso. Ci dirigiamo verso le terme segestane, sulla SP 2, poco trafficata. Facciamo il primo rifornimento di acqua fresca alla fontana sulla strada...
Dopo il bivio per Calatafimi, ci si immerge nella campagna vera e propria, non lontani dai ruderi del castello di Inici. Ci fermiamo all'ombra per fare colazione.
Un ponte ferroviario in disuso
Il paesaggio predominante[/caption]
Ancora un bivio molto "campagnolo", noi giriamo a sinistra sulla SP 68, continuando a seguire la ferrovia che va verso Segesta.
Iniziano le prime salite, sempre su una provinciale ancora più tranquilla, circondati da campi coltivati, alberi in fiore e i bellissimi fiori gialli di acetosella, che a marzo fanno brillare tutte le campagne.
Si sale di quota, il panorama si fa interessante: sullo sfondo il Monte Inici e di lato ancora più lontano a sinistra, il Monte Sparacio.
Ci fermiamo presso una casa di campagna con una tettoia per preparare il pranzo
Il nostro pranzo si compone di spaghetti con pomodorini, aglio, bietole e asparagi selvatici raccolti lungo la strada.
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Cucina[/caption]
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Sala da pranzo[/caption]
Continuiamo a pedalare tra case di campagne e vigneti ancora spogli. C'è tanta gente che lavora in campagna, anche se le strade sono deserte.
Costeggiamo la ferrovia ancora per un po', incontrando la stazione ormai chiusa di Segesta Tempio, riusciamo anche in lontananza a vedere il tempio e il teatro.
C'è un'atmosfera tranquilla, nonostante le salite e le strade sterrate tra le campagne, non siamo stanchi, a tratti sembra la campagna francese.
Abbiamo lasciato la provinciale per percorrere un sentiero che costeggia l'autostrada, un po' sconnesso ma che ci ha fatto risparmiare un po' di chilometri.
Siamo quasi a Vita.
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...Scelte difficili[/caption]
Ci fermiamo per accamparci, cena con uovo fritto, pancarrè, qualche resto di salame e formaggio...e subito a letto!
Colazione energetica, pronti per una nuova giornata...
Stiamo percorrendo di nuovo una provinciale, la SP 44, che dopo una serie di tornanti ci condurrà a Vita, si deve salire di quota, ma anche questa volta, anche se ci fermiamo spesso e spingiamo la bicicletta a mano, siamo contenti, siamo circondati da un panorama bellissimo che fa dimenticare ogni fatica.
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una casetta lungo la strada[/caption]
Non mancano gli avvistamenti...
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tortora in canto[/caption]
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un piccolo saltimpalo[/caption]
In giro anche tantissimi cardellini, di cui abbiamo riconosciuto il verso ma non siamo riusciti a scattare nessuna fotografia.
Verso le nove del mattino, arriviamo a Vita.
Verso le nove del mattino, arriviamo a Vita.
Ci accoglie un paese deserto, siamo entrati dalla parte vecchia del paese che emana un'atmosfera antica e rilassante. Tra case abbandonate, scale e strade in salita, sembra di essere tornati indietro nel tempo.
Questo è il municipio, nella parte nuova del paesino.
Un signore ci chiede dove siamo diretti e ci invita a visitare gli altari di San Giuseppe, poco distanti da lì, raccontandoci che quelli di Salemi sono meno belli perché in realtà sono stati i cittadini di Vita ad "inventare" questa tradizione. Dopo aver cercato invano, torniamo sulla nostra strada.
Da Vita a Salemi ci sono 7 chilometri di discesa, che abbiamo percorso in pochissimo tempo.
La festa di S. Giuseppe a Salemi
Spesso si trovano anche i finocchi e altri prodotti di stagione e qualche immagine del santo.
Salemi ci accoglie gremita di gente, è il giorno di San Giuseppe e tante persone visitano la città in occasione del cosiddetto Pranzo dei Santi con le 101 pietanze di San Giuseppe, previsto verso mezzogiorno.
Verso le undici e trenta, nella piazza del castello abbiamo assaggiato la tipica pasta del paese, preparata per l'occasione della festa, strana ma buona: spaghetti con olio, mollica fresca, prezzemolo, zucchero e cannella. La ragazza fa un piatto normale ad Alfio, dopo ci sono andata io e mi fa un piatto piccolino dicendo "eh vedi che è un gusto molto particolare, vedi se ti piace". "Mah, donna di poca fede", penso tra me e me. Noi affamati, abbiamo fatto una merenda dopo l'arrivo a Salemi, io con un arancia e Alfio con un pomodoro e un pezzo di formaggio. Con tanta gioia però, poco più tardi, al Pranzo dei Santi, distribuiscono altra pasta, anche più buona.
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la pasta di San Giuseppe[/caption]
Il Pranzo dei Santi è iniziato...ma di cosa si tratta? Tre bambini, i "virgineddi", seduti ad un tavolo, devono assaggiare 101 pietanze, e i resti di ogni piatto li donano a qualcuno che scelgono tra i presenti. Una cosa lunga insomma... :)
Dobbiamo rimetterci in marcia verso casa...non sappiamo che strada ci aspetta perché abbiamo deciso di cambiare percorso... Da Salemi a Vita percorriamo una strada secondaria ricavata da una vecchia ferrovia... ecco una vecchia stazione trasformata in casa d'abitazione.

uno dei pacchi che abbiamo spedito[/caption]
Non siamo diventati ricchi, non mi ci ripago neanche la Panda con questi soldi, sono poche centinaia di euro ancora ma almeno sono più rilassato sapendo che la benzina nella macchina non è pagata dai risparmi che servono per il mio progetto futuro ma è pagata da queste centinaia di euro.
il nostro pranzo nell'area attrezzata tra Santa Domenica Vittoria e Floresta[/caption]
Concedendoci finalmente il giusto tempo per una sosta, ci fermammo presso un'area attrezzata lungo la SS116 vicino Floresta e ci siamo goduti il pranzo in un tavolino coperto da una tettoia che se piove...chi se ne frega.
Ci siamo rimessi in marcia verso l'unico appuntamento della giornata...una casa con terreno nei pressi di Sinagra. La nebbia si infittiva e le temperature si abbassarono, ma nella nostra macchina non cambiò nulla, accesa la stufa e gli abbaglianti, procedevamo con prudenza.
A volte mi chiedo a cosa servono le auto super accessoriate, a me questa Panda mi sembra un lusso, ha la radio che raramente accendiamo, la stufa per scaldarci, non ha il servosterzo, ma mi sono accorto che non è poi così necessario, non manca niente.
La nebbia sparì e dopo Ucria abbandonammo la statale per raggiungere Sinagra su una provinciale, curva dopo curva arriviamo finalmente al paese e puntuale ci raggiunge il proprietario dell'immobile.
Saremmo potuti andare con lui in macchina lasciando la nostra ma stupidamente lo seguiamo con la nostra macchina. Lui senza alcuna difficoltà nelle salite quasi ci seminò, a noi si spense l'auto ben due volte. Ad un certo punto dopo averlo raggiunto lo abbiamo visto prendere una salita a retromarcia, intuiamo che siamo quasi arrivati, parcheggiammo l'auto e andammo a piedi, la retromarcia in certe salite è troppo per noi automobilisti principianti.
Per la prima volta abbiamo visto una casa non molto diversa dalle foto, dal prezzo sicuramente eccessivo ma messa meglio di tante altre case viste. Non per questo perfetta.
A livello panoramico la casa è bellissima, ha un balcone con una vista verde splendida, ma credo ci siano lavori da fare per 5000 euro o più e il terreno di 2000 metri quadri scritto nell'annuncio mi sembra più piccolo. Ne saprò di più al catasto.
Il proprietario tra un racconto e l'altro cercò di far leva per farci impegnare con lui quella stessa giornata, proponendo sconti di qualche migliaia di euro ma trovando sempre un muro dall'altro lato, risparmio su tutto e non andrò a mettere quei risparmi nel primo casolare che trovo.
I discorsi anche più lontani dall'acquisto dell'immobile, piacevoli tra l'altro, alla fine tornavano sempre lì alla vendita dell'immobile. Dicendo che avrebbe fatto buio a breve, cosa tra l'altro vera, andammo via.
Abbiamo deciso per la strada di fermarci in alcuni paesi a chiedere se conoscevano qualcuno che vendesse qualche terreno, ci fermiamo ad Ucria, una splendida cittadina caratteristica che sembra saltar fuori da un sogno per me, scendendo dall'auto si poteva sentire l'odore inconfondibile della stufa che colorava l'atmosfera di ricordi e nostalgia, si poteva osservare una città animata ma non troppo. Era tanto che non uscivamo la sera, forse perché quando lo facevamo non lo facevamo in queste piccole realtà paesane ma nel centro della movida che ci aveva stufato.
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